ALL IN! Nel poker, in particolare nella dilagante versione texana, è la puntata con cui un giocatore mette nel piatto tutte le sue fiches. Il più delle volte la mossa si regge su una mano forte, altre volte è frutto di un bluff.Dopo aver continuamente rilanciato sulla questione paura-sicurezza, il Governo si è trovato nella spiacevole condizione di essere chiamato al "visto" da parte dell'opinione pubblica, che ormai convinta dell'esistenza di un'effettiva emergenza, chiede una soluzione. Scoperte le carte, però, appare evidente l'azzardo.
Ingenua logica suggerirebbe che di fronte ad un aumento dei reati venisse potenziato l'apparato di sicurezza dello Stato. Tradotto in opinione-pubblichese questo significa più polizia, più carabinieri, condanne più severe e pene più certe. D'altronde tra le ragioni che spingono uno Stato ad afferrare almeno un terzo del reddito dei cittadini, senza dubbio vi è quella di garantirne la sicurezza.
Singolarmente, tuttavia, proprio dalla maggioranza più "Law and Order" che si ricordi, provengono alcune iniziative legislative devolutive, nel senso che devolvono ad altri l'ingrato compito di badare alla sicurezza. Insomma anche nel campo dell'ordine pubblico si fa strada il volontariato, nella particolare foggia della "ronda".
Da convinto liberista ritengo che mai lo Stato dovrebbe mettere bocca e mani nell'organizzazione dei fattori produttivi, dunque nella gestione di aziende. Esistono, però, degli ambiti che gli competono unicamente: difesa, istruzione, salute, sicurezza, etc. Insomma una serie di beni o di funzioni che a ben vedere rappresentano proprio la ragion d'essere del patto civile che vincola i cittadini all'organizzazione statuale e al rispetto delle leggi. Non è ammissibile nè augurabile che su temi del genere la funzione pubblica arretri lasciando spazio all'iniziativa individuale, ancorchè mossa da buona fede.
Alla petizione di principio, però, si può abbinare anche qualche considerazione più prosaica. Anche una democrazia ha bisogno di apparati di polizia, ma al contrario dei regimi assoluti, è costretta a disciplinare in maniera ferrea il potere che attribuisce a quei cittadini investiti del compito di far rispettare le leggi: insomma deve impedire che tale potere si traduca in sopraffazione e venga esercitato a danno della collettività. Non è per niente facile raggiungere questo obiettivo, poichè a livello individuale il binomio potere-responsabilità è molto complesso da gestire. I processi di selezione, addestramento, indottrinamento dei membri delle forze dell'ordine, depositari di un potere superiore, hanno anche lo scopo di nutrire il senso di responsabilità verso la collettività. E nonostante tutte le cautele, capita talvolta che qualcosa vada storto: uno sparo malaugurato, un'irruzione sanguinaria, un pestaggio.
Consideriamo ora il meccanismo della ronda: un'associazione di cittadini si assegna uno scopo di tutela dell'ordine pubblico. Encomiabile obiettivo, in teoria. In pratica avremo gruppi di "tutori" che non sono stati oggetto di alcun processo di selezione, nessuna forma di addestramento, nessuna educazione alla legalità e al rispetto dello Stato. Ognuno di questi "tutori" avrà una sua idea del crimine e della lotta contro il crimine. Ognuno avrà i suoi pregiudizi verso una particolare categoria di persone che non sente a sè affine: prostitute, drogati, zingari, immigrati, ragazzi coi capelli lunghi, persone con il turbante, facce troppo abbronzate, barbe troppo scure. Ognuno di questi "tutori" avrà un suo rapporto con il concetto di potere.
Fate questo semplice esercizio: pensate a tutte le persone che vivono nel vostro condominio. Dareste a ciascuna di esse la possibilità di entrare a far parte di una ronda? Dareste loro il compito di pattugliare una strada, analizzare una situazione potenzialmente illecita e reagire? Non come privato cittadino, che a quello tutti siamo chiamati, ma come membro di un gruppo organizzato? Fate un altro esercizio: vorreste mai che vostro figlio, quello con i capelli lunghi che si veste sempre di nero, una notte, alle tre, mentre si ritira a casa incontri una ronda?
Ci si è affrettati a specificare che le ronde non saranno armate. Trucchetto da prestigiatore dilettante. Quando si parla di arma, la mente immagina immediatamente una pistola, un'arma da fuoco. Posto che un esaltato lo si trova sempre, non foss'altro che per ragioni statistiche, per parlare di armi non abbiamo alcun bisogno di ipotizzare la presenza di polvere pirica. Un bastone va benissimo; una mazza da baseball anche; una chiave inglese pure; uno spray irritante, perchè no. Adesso rifate l'esercizio del figlio che si ritira tardi.
Insomma se c'è un problema di sicurezza, ed ho molti dubbi in proposito, allora si aumenti l'organico delle forze dell'ordine e si migliori la macchina della giustizia. La soluzione costa? L'aspetto più bello del bilancio dello Stato Italiano è che ovunque si guardi c'è possibilità di risparmiare. Se si abolissero le province, ad esempio, si libererebbero svariati miliardi di euro.
Meglio così che svegliarsi dopo un'altra Notte dei Cristalli.
Andrea, stavolta ti do' dell'ingenuo. Se si migliora la macchina della giustizia, niente niente finisce che poi inizia a funzionare. Se funziona poi magari si beccano pure i corrotti, non solo gli stupratori. Meglio, molto meglio cercare delle scorciatoie, cosi' fai contenti quelli con la camicia verde.
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