Finalmente ho capito cosa erano le tre I.
Ricordate quando lo scorso berloverno aveva promesso una rivoluzione tecno-economica basata su Informatica, Inglese, Impresa?
Confesso che ero rimasto un filo scettico, considerando i soliti flussi professionali: cervelli che fuggivano, veline che arrivavano. Ma mi ingannavo. E mi ingannavo perché avevo dimenticato le nozioni basilari di economia aziendale, roba da primo anno accademico.
E si: perché non c'è solo l'innovazione di prodotto, ma anche quella di processo. Quest'ultima spesso è meno visibile, ma ha comunque un potente impatto sulla produttività di lavori più tradizionali. Finanche del mestiere più antico del mondo.
Nelle ultime settimane, questo trionfo di innovazione si è appalesato all'opinione pubblica attraverso il concetto di utilizzatore finale nel comparto merceologico del meretricio.
In pratica, la tradizionale transazione pelo-pecuniaria si è modernizzata in alcuni suoi passaggi chiave: la fornitrice del servizio, detta escort (zoccola, in italiano) è munita di palmare o smart phone con il quale provvede a fotografare gli interni della struttura messa a disposizione dal cliente. La foto ha valore probante del contratto. La device serve anche a raccogliere la firma elettronica del cliente, che viene apposta sotto la EULA (end-user licence agreement).
La licenza è disponibile nelle versioni Basic e Premier. In quest'ultimo caso, il pagamento può essere effettuato anche con modalità PayPal, in cui c'è effettivamente un amico che paga, rafforzandosi così la posizione di utilizzatore finale con diritto di godimento, ma senza responsabilità né civile né morale e forse nemmeno penale (ma quest'ultimo punto è controverso).
La diffusione della nuova licenza per l'amore a pagamento, com'era già avvenuto per i sistemi operativi (Linux) e i software per ufficio (OpenOffice), ha stimolato la nascita di un attivo movimento open sorc che propugna un modello di consumo alternativo, detto GNUcca.
Capito ora, quanto erano importanti le tre I?