13 febbraio 2009

Radicali liberi

Radicale: in chimica, si definisce tale una molecola che presenta un elettrone spaiato. Tale elettrone spaiato rende il radicale una particella estremamente reattiva in grado di legarsi ad altri radicali o di sottrarre un elettrone ad altre molecole vicine. Questa la definizione di Wikipedia.

Curiosamente, si tratta di un concetto che trova numerose manifestazioni anche nella politica italiana. Stavolta, tuttavia, senza alcun artificio letterario, nel senso che non si tratta di metafora.

Da alcuni mesi un nuovo personaggio si è affacciato alle cronache parlamentari, sponda destra, prendendo il posto dell'indimenticato Schifani che, da seconda carica dello Stato, ha raggiunto livelli di ascesi apolemica piuttosto spiazzanti per chi aveva avuto modo di apprezzarne il lato moderato nella passata legislatura. La nuova voce delle libertà, al Senato, è tale Gaetano Quagliariello. Venuto su con il passo del gregario in questo scorcio di terzo governo Berlusconi, si è improvvisamente alzato sui pedali all'ultimo, tragico, tornante della vicenda Englaro. Insomma un altro crociato della vita, che giustamente e fieramente ha levato la sua lama contro quella banda di scellerati assassini che riempiono le fila del partito della morte (cit. B.).

Difficilmente, però, si nasce con l'anima ardente: in genere l'incendio si sviluppa più tardi, ed infatti il nostro vanta una non breve militanza nel Partito Radicale, che sul tema delle libertà individuali ha una posizione appena appena diversa. Come dire doppio salto mortale carpiato ritornato con avvitamento - coefficiente di difficoltà 3,5 - eseguito con stile impeccabile.

Se state pensando che si tratta di un virtuoso solista, tuttavia, incorrereste in un clamoroso errore, perchè la pattuglia di tuffatori acrobati radicali è piuttosto nutrita. Il porta-bandiera è Francesco Rutelli, anche lui artefice di un mirabile balzo, con singolari venature cromatiche: radicale-verde-margheritaro. Molto reattivo, secondo la definizione chimica sopra esposta, è stato in grado di legarsi, giubilante, alle molecole vaticane, dopo una lunga repulsione in chiave anti-clericale.

Tra i casi più recenti si segnala la prodezza di Daniele Capezzone. Qui ammetto la distrazione: mentre si lanciava dal trampolino stavo facendo zapping. Ero convinto che fosse ancora il segretario del partito radicale quando, nel corso di un'intervista trasmessa da un telegiornale, viene indicato nella sovraimpressione come nientemeno che "portavoce del partito delle libertà". Strabuzzo gli occhi, pronto a scagliarmi contro l'ennesima papera giornalistica, quando lo sento parlare: stava veramente portando la voce del cavaliere.

Considerando i test di laboratorio, dunque, bisogna concludere che lo sfortunato e abbandonato partito non è basato sulla chimica del carbonio, perchè, a tutta evidenza, un "Radicale non è per sempre".

3 commenti:

  1. Ato, mi dimentichi una perla: Eugenia Roccella, che dei radicali e' stata addirittura segretario ed accesa femminista. Urge un emendamento.
    La prossima puntata la vorrei sui socialisti liberi, due nomi su tutti: Sacconi e Cicchitto.

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  2. Mea culpa. Marco hai ragione: io avevo pensato pure agli ex comunisti, ma temo che banda e storage siano insufficienti per un elenco esaustivo.

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  3. Amici mi hanno suggerito il testo di "Io se fossi Dio" di Giorgio Gaber.

    Compagno radicale,
    la parola "compagno" non so chi te l'ha data,
    ma in fondo ti sta bene,
    tanto ormai è squalificata.
    Compagno radicale,
    cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
    ti muovi proprio bene in questo gran casino
    e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
    e dall'altra si riempiono le galere
    di gente che non c'entra un cazzo...
    Compagno radicale,
    tu occupati pure di diritti civili e di idiozia
    che fa democrazia
    e preparaci pure un altro referendum
    questa volta per sapere
    dov'è che i cani devono pisciare!

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